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2018 – Cammino Francescano della Marca (Assisi-Muccia)

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Siamo al quarto anno dei cammini verso la sesshin di giugno:
2015 Il cammino degli Dei (quattro tappe da Bologna a Firenze);
2016 Dal mare Adriatico al Tirreno (quattro tappe da Assisi a Orvieto);
2017 La via francigena (quattro tappe da San Quirico d’Orcia a Bolsena e poi a Orvieto);
2018 Cammino francescano della Marca (le prime tre tappe da Assisi a Muccia).

Ci si trova in sei ad Assisi, appuntamento davanti alla basilica di San Francesco: Vilma Myōdō, Lila e Luciano da Scaramuccia, Anna Banho e Massimo Shido da Firenze, Paolo Shōju da Reggio nell’Emilia.

Il primo giorno si va d’Assisi a Foligno, si parte sotto una pioggerella e un cielo grigio, poi sotto il sole. Si cammina con calma e con piacevoli soste con ombra e fontane in abbondanza. Arrivati a Spello, nella bellezza dei centri conservati, siamo spettatori della vita quotidiana: dai bambini che escono da scuola al negoziante che fa le consegne sul vespone.

Sotto un cielo sempre più nero procediamo verso Foligno. Come inizia l’acquazzone troviamo riparo sotto la pensilina di un supermercato. Dopo una mezzora di sosta spiove, si riparte. Ci manca poco ormai per il monastero che ci ospita.

Il secondo giorno ci raggiunge Alessandra da Macerata. La tappa di 25 km ci vede andare a Colfiorito con poco più di 900 metri di salita. Si passa in ambienti naturali molto suggestivi, dalle cascate sotto Pale all’altopiano verso Colfiorito. Con grandi viste e panorami aperti, tra boschi e radure, tra olivi già carichi e campi di patate e di grano, in mezzo a distese di papaveri. Ci si concede diverse soste, la più lunga a Sostino dove mettiamo a mollo i piedi nelle grandi vasche e ci si fa una pennichella.
Un capitolo a parte per i piedi sofferenti di Lila, che ogni sera buca vesciche e mette cerotti, ma il danno è ormai fatto. Della prevenzione, anche i piedi vanno “preparati” prima, ma non ci si pensa.

La sera si cena in un locale che conosce Alessandra. Musica italiana anni 70 e 80, un bell’ambiente, una cuoca comunista, prodotti del luogo col maiale che la fa da padrone.

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